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Salute e Benessere

La frutta secca fa bene al cuore?

frutta secca fa bene al cuore

La frutta secca in guscio, indipendentemente dalla varietà, è tra gli alimenti fondamentali per abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue, come dimostrato da numerosi studi recenti (1). In passato, si pensava erroneamente che per migliorare i parametri lipidici plasmatici fosse necessario ridurre drasticamente l’assunzione di grassi. Tuttavia, grazie ai progressi della medicina, oggi sappiamo che non è la quantità di grassi a fare la differenza, ma piuttosto la qualità. I grassi insaturi, noti come “grassi buoni”, abbondano nella frutta secca e sono essenziali per proteggere la salute del cuore. Quindi la frutta secca fa bene al cuore, possiamo dirlo.

Inoltre, la frutta secca è ricca di antiossidanti, sostanze che combattono lo stress ossidativo e proteggono le cellule del corpo dai danni causati dai radicali liberi. Queste proprietà antiossidanti sono particolarmente importanti per la salute cardiovascolare, poiché riducono l’infiammazione e migliorano la funzione endoteliale, contribuendo così a mantenere le arterie libere da ostruzioni e favorendo una circolazione sanguigna ottimale.

La frutta secca fa bene al cuore in particolare perché composta da alcuni specifici nutrienti:

  • Grassi insaturifibre e steroli vegetali: utili per combattere il colesterolo cattivo.
  • Omega 3: riducono il rischio di malattie cardiovascolari e di scompensi cardiaci.
  • Vitamina E, l-arginina: indispensabili per ridurre il rischio di placche nelle arterie.

Mangiare frutta secca, come Noci, Nocciole, Mandorle, Arachidi ed altra, sempre in tema di sistema cardiovascolare, aiuterebbe anche a vivere più a lungo, allontanando il rischio di moralità per qualsiasi causa in una percentuale variabile tra 17% e 21%, e soprattutto per un evento cardiovascolare, come ictus e infarto, con una probabilità in questo caso diminuita addirittura del 23-38%. Questi risultati sono emersi da un ampio studio statunitense che ha valutato la relazione tra consumo di questi alimenti e sopravvivenza in un gruppo di oltre 200 mila persone provenienti da vari continenti.

 

NOTE:

(1) Gebauer, S. K., Novotny, J. A., Bornhorst, G. M., & Baer, D. J. (2016). Food processing and structure impact the metabolizable energy of almonds. Food & function, 7(10), 4231-4238.

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